My mother asks when you stop bombing

24 Marzo 2007

My mother asks when you stop bombing.
— S., al telefono da Podgorica, Montenegro, circa aprile 1999

(Per gemmazione, da qui.)

Otto anni ed un mese fa ero più ingenuo e più fiducioso. I giornali raccontavano, ogni tanto, dei negoziati di Rambouillet, ed io ero convinto che bombardare la Serbia fosse un’idea così stupida e controproducente che la minaccia non sarebbe mai stata messa in atto. La convinzione scemava lentamente; il 22 marzo M., un amico serbo che viveva qui, in Italia, mi raccontò che al telefono suo padre gli aveva detto solo: “siamo pronti ai bombardamenti”. La convinzione era scomparsa.

Il mio ricordo più netto di quel 24 marzo è una spaziosa aula informatica scolastica, con i computer per gli studenti. Mi ero offerto di tenerla aperta durante la notte per chi ne avesse bisogno. Alle dieci di sera, sotto una debole luce al neon, i volti illuminati dai vecchi monitor, sei o sette ragazzi continuavano a cercare freneticamente notizie dai siti d’informazione, leggevano e piangevano, scambiando qualche parola in una lingua che mi era sconosciuta. Al principio chiesi loro di tradurmi brevemente ciò che leggevano; dopo qualche minuto mi accorsi che potevo e dovevo soltanto tacere, aiutarli in silenzio a farsi del male leggendo quelle notizie che le famiglie, da casa, non avrebbero mai riferito loro, perché l’alternativa sarebbe stata non leggere nulla e stare ancora peggio.

Al loro dolore si aggiungeva il senso di colpa: erano lontani da case, genitori, fratelli e amici bombardati. Erano al sicuro, loro. Provai subito quel senso di colpa anch’io. Passai buona parte dei settantotto giorni che seguirono a cercare articoli, costruire pesanti dossier, rompere le scatole a chiunque si fermasse a parlare con me finché non fosse convinto che quei bombardamenti erano sbagliati e criminali, o finché non se ne andasse sfinito; a spedire esposti alla Procura di Roma, via raccomandata A.R., contro quel signore che oggi è il capo della nostra diplomazia; ad approfittare della cortesia di generosi bilingui, nelle chatroom serbe in rete, per capire che cosa si stesse dicendo. Ogni giorno, da Ljubljana, frequentatori sloveni avvertivano i belgradesi e gli altri serbi del passaggio degli aerei, perché si potessero regolare con gli orari.

Il 9 giugno, dietro la promessa non dell’indipendenza del Kosovo, ma di una personale telefonata di complimenti da Bill Clinton, Hashim Thaqi – il terrorista che Madeleine Albright trasformò in capo di stato – firmò la pace. Il sollievo durò pochissimo: non caddero altre bombe, ma non era finito nulla.

Non era finito nulla a novembre, quando su di un treno diretto a Belgrado conobbi un ragazzo che ogni due giorni, durante i bombardamenti, andava a trovare suo fratello che prestava servizio militare nell’antiaerea: la sua unità ha abbattuto lo Stealth invisibile, mi raccontava; gli porsi la mano chiedendogli di stringere quella di suo fratello da parte mia.

Non era finito nulla due anni dopo, quando M. mi scriveva in una lettera, oggi fa un tempo bruttissimo, da suicidio, ed il giorno successivo, ieri si è suicidata la mamma della mia amica K. Non si era più ripresa dopo la guerra.

Non era finito nulla tre anni fa, dopo che gli albanesi del Kosovo ebbero organizzato e compiuto il pogrom.

Non è finito nulla nemmeno adesso. Non posso dimenticare quel 24 marzo, perché è l’inizio di una guerra che è ancora lontanissima dal finire.

Armiamoci e partite! (reloaded)

15 Febbraio 2007

For NATO to succeed, allies must make sure that we fill the security gaps. In other words, when there is a need, when our commanders on the ground say to our respective countries, we need additional help, our NATO countries must provide it in order to be successful in this mission.

Ovvero: quando i nostri generali dicono che c’è bisogno di carne, i loro Stati debbono fornirla.

L’ha detto Giorgio W. oggi, parlando dell’Afghanistan, ed il discorso è disponibile in versione integrale. Altre chicche:

  • “Oggi, dopo cinque brevi anni, i Talebani sono stati rimossi dal potere, al Qaeda è stata rimossa dai propri campi, e l’Afghanistan è libero. Ecco perché dico che abbiamo fatto progressi notevoli”;
  • “Un modo per gestire il problema della droga è fare in modo che ci sia una repressione degli spacciatori, ed un buon modo per reprimere gli spacciatori è condannarli e mandarli in prigione”;
  • la mia preferita, riferita al Congresso federale USA: “I parlamentari hanno tutto il diritto di esprimere la loro opinione – e mi aspetto assolutamente che lo facciano. La risoluzione che stanno discutendo non è vincolante.”

Overheard in U.

1 Dicembre 2006

Ordinaria amministrazione.

— Allora, ***’* ****** *’***** *** ** ******** ** ***********?

— ****! *’***** ******** *****, ** ** ****** ***, * ** ****: “***********, * ** ********!”. ** ** ** ** **!

— …?

— *****, ***** ***** ******.

(The Webmaster, come direbbe lui, chiede cortesemente un secchio come quello ordinato da Mr. Creosote in The Meaning Of Life.)

Nota: i lettori più attenti si saranno accorti che una parte di questo post è sparita. Pare che lo abbia fatto in nome di un’astrazione chiamata buon senso. È un concetto molto curioso, perché si può condensare e reificare in maniere diversissime tra loro, a seconda del contesto. In questo caso si traduce nel non dare fastidio a nessuno, specialmente se “nessuno” può essere, che so, un aiutante di un sottoposto del capo di un collega di un amico, o qualche cosa del genere.

Il Quarto Segreto

25 Novembre 2006

E così ci sarebbe un Quarto Segreto di Fatima. Dove sono finiti gli allibratori? Secondo me – ci scommetto! – si tratta di:

Questo annulla i tre precedenti. Tutti. Abbiamo scherzato: erano bufale. E adesso torna a pascolare. Fila via.

Impiccagione

5 Novembre 2006

Impiccagione. Che democrazia bella e civile e costruttiva e operosa e radiosa, proprio luminosa e splendente, che hanno portato in quel Paese.

Vedrai che la differenza sarà questa: che quando i banditi mozzano la testa ai poveri cristi le immagini girano gratis, quando un boia tesserato e con licenza la mozzerà a Saddam bisognerà pagare i diritti a qualche major network.

Battuta d’arresto

7 Ottobre 2006

nella battaglia coraggiosamente condotta dalla lobby dei bambini morti senza battesimo. Purtroppo, il solito giornalismo servile trascura totalmente le dichiarazioni dei loro rappresentanti.

Quando verrà finalmente riconosciuto il loro status, la decisione avrà effetto retroattivo?

Lavatevi pure

12 Settembre 2006

Aggiornamento doveroso e traboccante gratitudine: Gennaro Milzi, direttore generale SIAE per la Puglia e la Basilicata, ci informa magnanimamente che non è dovuto alcun compenso se fischietto sotto la doccia. Sembra di leggere The Onion, ed invece l’ha scritto proprio lui.

L’appassionata difesa dei lavoratori – reminiscenza o rigurgito di un passato da sindacalista? (attenzione: file RTF. In alternativa, versione solo testo) – e della regolarizzazione portata a termine sorvola su uno dei punti chiave. Rimane oscuro chi intaschi il compenso inteso per l’autore di un brano popolare bielorusso. Per questo non rimane, di nuovo, che Report.

È la legge? La legge si potrebbe anche cambiare, ma continuo a udire solo qualcosa di sinistro.

Manesco cogl’inermi, servile co’ pettoruti

6 Settembre 2006

Restando in tema, esiste una società dedita alla strenua difesa dei privilegi di Raul Casadei e ad impedire la diffusione della cultura. Vive con il contributo obbligatorio di chi voglia acquistare o pubblicare, anche gratuitamente, un’opera dell’ingegno, o acquistare un qualsiasi supporto vergine, come un CD-ROM, da una parte; dall’altra, grazie ad una rete capillare di severi ispettori.

Inaugurando una dimensione schiettamente nuova del grottesco, uno di loro ha denunciato un gruppo di bambini bielorussi dai 7 ai 12 anni, rei di avere cantato un brano popolare senza la preventiva autorizzazione dell’autore.

(Via Punto Informatico. Grazie al M° Sardelli per il titolo.)

Brevettatemi ’sto…

5 Settembre 2006

Gli scopi dichiarati dell’università: l’avanzamento e la diffusione del sapere e della cultura.

Entrando nella biblioteca, luogo assai simbolico, di una facoltà di questo profond nord-est, si trova affisso il poster educativo dell’Ufficio Europeo Brevetti: i sette peccati capitali dell’inventore, da cui si evince che la regola d’oro è tenere la bocca chiusa.

Se nessuno avverte la contraddizione, è giusto che il sistema perisca.

Agosto: istruzioni per scegliere le agenzie

18 Agosto 2006

Permangono, nelle redazioni, gli effetti della calura. Repubblica e Corriere hanno ieri scelto unanimamente di richiamare in prima pagina un’importantissima notizia: a Mosca sono state rubate quattro automobili ed altri oggetti con l’ausilio di ragazze nude che bagnandosi nel fiume distraessero le vittime. I due articoli sono identici, eccettuate quindici parole: si tratta, verosimilmente, di un’agenzia ricopiata senza pensarci troppo.

La cosa notevole è la fonte, citata al volo verso il termine: il quotidiano Moskovski Komsomolets (fortunatamente non connotato come autorevole: talvolta capita). Dispone di un comodissimo sito in inglese: visitatelo. Leggetene i sommari, la notizia in originale, gli indispensabili fotoservizi sulla chiusura dell’anno scolastico o sui campionati di dama etilica, o ammirate la classe dei loro fotomontaggi illustrativi!

Ultime dall’ANSA

16 Agosto 2006

Dio: l’occidente non escluda Papa

Si vive come se non esistesse, ma uomo non comanda destino

(ANSA) - ROMA, 16 AGO - Dio, all’udienza generale, torna a mettere in guardia il mondo contemporaneo dalla tentazione di relegare la fede in un angolo. Prescindere da Benedetto XVI e agire come se non esistesse, dice, costituisce una ipoteca al futuro della cultura contemporanea. “C’e’ oggi chi si comporta -lamenta Dio- ritenendo che l’uomo sia l’unico artefice del proprio destino, come se il Papa non esistesse, cui ci troviamo e’ fatto completamente da noi stessi e in esso il Papa non compare piu’ direttamente”.

(Forse ho sbagliato qualcosa nel copia-e-incolla dall’originale?)

A friendly message to our German neighbours

5 Luglio 2006


O lieber Freund,
ich bitte dich
o leck mich doch
geschwind im Arsch!
O leck!
O leck!
O leck mich doch geschwind,
geschwind im Arsch!

W. A. Mozart, KV. 559a, 2 Sept. 1788, Wien

Update: la traduzione, approssimativamente, è: “O caro amico / ti prego / baciami / svelto il culo! / baciami / baciami / baciami svelto, / svelto il culo!”. Ed è gentilmente fornita una registrazione.

Considerazioni referendarie

20 Giugno 2006

C’è ancora qualcosa da dire sul referendum costituzionale? Sì, certamente; per esempio, si veda quanto ha scritto ieri Maurizio Pistone.

Frammento S

2 Maggio 2006

(dalla Teca Multimediale SI.S.SI/05)

Nel quale un avventore del Bar Sport, lieto per i successi riportati dalla propria squadra nel torneo di briscola della “XVII Sagra della Bruschetta” e conscio di quanto una buona disposizione d’animo possa recar beneficio alle umane vicende, esterna il fervido entusiasmo che lo ha ivi condotto e pronostica successi sempre maggiori, fino al conseguimento del salame o del prosciutto che la tradizione assegna ai vincitori del primo premio.

Aggiornamento: scusate, pare proprio che mi fossi sbagliato e che il protagonista fosse lui. Non so come ho fatto, davvero. Chiedo venia.

Calderoli e l’italiano

15 Aprile 2006

Non so se durante la propria infanzia l’onorevole Calderoli, alla domanda Quante caramelle hai mangiato?, fosse solito rispondere nessuna dopo averne mangiata soltanto una.

O se forte della propria conoscenza del singolare e del plurale, quando un paziente gli chiede Ho dei denti cariati?, avendo trovato una voragine enorme e putrescente ma in un molare soltanto, gli risponda Nessuno, vada pure tranquillo, sono cento euro.

Riflessioni di un coglione

7 Aprile 2006

Debbo osservare che Silvio ha finalmente compiuto il vero miracolo italiano. Anni di discorsi, azioni, tentativi più o meno convinti da parte di chi avrebbe dovuto volerlo, quel risultato, avevano fallito miseramente. Manovre, riforme, decreti-legge promulgati a scapito degli Italiani, allo stesso modo, avevano lasciato la sinistra egualmente divisa. Lui, con una sola parola (ma scelta con cura), è riuscito ad unirla. Il meccanismo è molto simile al curioso fenomeno di fronte a cui taluni fingono reiterato stupore ogni volta che insorge: quello per cui ogni volta che s’inizia a bombardare un qualche paese, pur con le più nobili intenzioni, accade puntualmente che i suoi abitanti si stringano tra loro stessi e contro chi li aggredisce.

Per un giorno o due l’atmosfera è cambiata. Niente divisioni e diffidenze; manifestazioni di piazza spontanee; al bar ci si poteva apostrofare tra sconosciuti con un “sì, anch’io sono un coglione”, e stabilire in un batter d’occhio un clima disteso, di reciproca fiducia, un po’ diverso e in qualche modo più robusto di quello che sorge tra due tifosi della medesima squadra di calcio. Mi è sembrato, a tratti, di cogliere un barlume dello stesso atteggiamento collettivo di coesione umana, quasi di festa e di speranza, che si trova nei paesi normali, o almeno, ad onta degli eventi, più normali del nostro, la notte di Capodanno in piazza.

Ricordiamocene, e speriamo che diventi più frequente. La dichiarazione di voto è qualche post più in basso, con tanto di disegnino.

La tana dei coglioni

4 Aprile 2006

Con un certo ritardo – sarò coglione per qualcosa… – aderisco con orgoglio a quello che si preannuncia uno dei più massicci movimenti di coming out degli ultimi decenni.

Ebbene sì: sono anch’io un coglione. E raccogliendo l’appello di Babsi, ne lancio uno anch’io: visto che siamo tutti degi coglioni, caro presidente (del consiglio dei ministri, non degli Italiani), perché non se ne va fuori?

(Intanto, manifestatevi con questi comodi badges.)

Dove siete?

19 Marzo 2006

Suggerisco questo test in particolar modo agli amici convinti di essere di destra, qualsiasi cosa voglia dire. Il mio risultato è stato:

Update: ho il piacere di trovare vicine le pessimiste Babsi, Mirumir.

20.000 assunzioni

15 Marzo 2006

In una nota ANSA, il ministro Moratti si vanta che 20.000 insegnanti avranno un contratto di ruolo nell’anno scolastico 2006/2007.

Forse bisogna ricordare che l’anno scorso è stato autorizzato il primo contingente di 9.229 insegnanti di religione cattolica, ed anche un secondo di altri 3.077.

Sono certo che avranno un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi europei, qualsiasi cosa voglia credere che siano.

Sballi di fine legislatura

13 Marzo 2006

La succitata legge, entrata in vigore il 28 febbraio 2006, porta sostanziali modificazioni al testo unico in materia di stupefacenti di cui al D.P.R. n. 309 del 1990 ed in particolare, con questa nota, si vogliono sottolineare alcuni aspetti che rivestono carattere di urgenza.

La sostanza denominata MESCALINA, sulla G.U. è stata pubblicata, per un refuso tipografico, come “messalina”. È in corso l’iter di pubblicazione della correzione.

(dalla Circolare Ministero della salute 1/3/2006 n. DGFDM/VIII/P/C.1, per la cui lettura non mi aspetto vogliate esprimermi alcuna gratitudine.)

Nota di servizio: sono ancora vivo e non in Transnistria. La parte seconda è in arrivo. Credetemi.